Manuela's profileL'altalena sulla lunaPhotosBlogListsMore Tools Help

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    New moon

     


    MERAVIGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! MA QUANDO è IL 20 NOVEMBREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE???????????????????????????????????????????????????????????????

    Blackout




    Un nodo alla gola...mi sento soffocare...la vita mi và stretta! Non ne posso più di far sempre ciò che devo...ciò che alla fine ci si aspetta da me! Sono così stanca che non connetto più,la mattina mi sembra una specie di incubo,vorrei non svegliarmi mai...o semplicemente svegliarmi e scoprire che è un giorno di festa!! Non ho rinunciato ai miei sogni,questo no...eppure mi sembrano così inarrivabili e divento pigra...non li inseguo per la paura di scoprire che non son capace di acchiapparli! E mi sento sola...Dio,quanto è pesante anche ogni singola ora quando non c'è nessuno che ti capisce! Mi piacerebbe essere più istintiva...vorrei gridare tanto forte,ma tanto forte da rimanere senza voce!! Sto per esplodere...a questo mi ha portato la mia sindrome della sopportazione...ho ingoiato,ingoiato e ora non ci stà dentro più nulla e vorrei solo vomitare...liberarmi di tutto ciò che mi opprime!
    Si dice che nel bisogno le persone migliori a cui chiedere aiuto...son quelle che ci amano...,ma cosa succede se il lavoro,gli impegni,le responsabilità...impediscono di far qualcosa in più? Cosa succede se mio marito,tanto ligio al dovere,non ce la fa a prendere tempo per stare con me...per stringermi tanto forte da farmi dimenticare ogni cosa?! E che me ne posso fare dell'isteria di mia madre che non mi concede neppure di star male senza togliermi anche l'aria per respirare!! E se gli amici non son più capaci di ascoltare? Se non sanno riconoscere i miei occhi quando si spengono....ecco....succede in effetti che mi sento sola...sola e perduta come in questo momento!! Vengo da un peridodo stressante,la mia gattina sta morendo...e mi sento persino in colpa...negli ultimi giorni,presa da mille cose...non l'ho accarezzata quasi per nulla...dando semplicemente per scontata la sua presenza e le sue feste al mio rientro a casa...già,alla fine l'ho data per scontata proprio come non voglio che si faccia con me!! Assurdo no??
    Sto ancora soffocando...non ci credo che sono un'altra volta quì...da sola...senza aiuto,senza una mano ad accarezzarmi! A chi importa ciò che desidero?! Il modo in cui mi sento? Perchè dopo aver più volte chiesto aiuto...sono arrivata comunque a tirar così tanto la corda?! Questo è troppo! Non ce la faccio più!!! bah,credo che potrei ripeterlo all'infinito!! E' che son le parole che mi si addicono di più in questo momento! Non ce la faccio a tollerare la gente che vuol solo apparire,che non sa cosa vuol dire essere....non sopporto l'individualismo...che in realtà non è che il cugino imbellettato dell'egoismo! Voglio impazzire! Una richiesta assurda eh? E' che...mi piacerebbe non sentir più male...non sentirmi tanto persa,tanto fuori luogo! Vorrei esser capace di non sentire e di non lasciarmi toccare da nulla che non sia gioia e una gran voglia di ridere!! Voglipo esser libera...libera di fare una piccola follia...libera di andare dove porta il cuore...libera di passare del tempo con chi amo,senza che ci sia sempre una regola di turno ad ingessarmi le gambe e la fantasia!

    Manuela

    Twilight

     

    Un libro...un sogno...tanti amici in più!!! Perchè è così che diventano i protagonisti di un libro che amo...si trasformano in amici che sempre mi lasciano qualcosa!!! Un regalo gratuito da portare con me!!! Se non è magia questa!!!! Grazie Stephenie Meyer...grazie mio vampiro...grazie Bella...e Jacob!!!! Grazie a tutti,perchè se cammino sollevata da terra...se la voglia di sognare batte più forte sul suo tamburo...beh,il merito è certamente anche vostro!!!!


    Manuela

    Tiziano Ferro

     

    Oh mio vampiro!!



    Il mio vampiroooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sentimi Edward....quì è da mo che tengo la finestra aperta in attesa che tu ti faccia vivo!!!! E mica mi puoi drogare così di belle sensazioni...e poi...puff...non esisti!!!!

    Caro amico



    Caro amico,
    si cresce e si cambia,lo sò...a volte ti sono forse incomprensibile,come daltronde lo sei tu a me;sembran tanto lontani i tempi in cui tutto era semplice! Quei giorni in cui uno sguardo ci era sufficente a capire tutto,ma siamo sempre quì no? Più grandi,con qualche ammacco e livido in più,forse più disincantati,o forse no...e c'è qualcosa che vorrei dirti,qualcosa che mi inciampa sempre sulle corde vocali e fa fatica ad uscire! Già,perchè in fondo faccio sempre fatica a chiedere qualcosa...a chiederlo a te...che fra i mille impegni dell'esser diventato grande,sembri sempre avere così poco tempo per me.
    Ti domanderai se mi sono ammattita e magari ti scapperà da sorridere...,ma non sono matta anche se sorrido insieme a te...,non,non sono matta,sono soltanto me stessa finalmente!! E ho bisogno di te...di un regalo! Smettila di ridere adesso! E' proprio così...voglio che mi fai un regalo...uno di quelli come canta Tiziano Ferro...di quelli che apri e poi piangi...che sei contenta e non fingi...
    Ora la curiosità un po' ti pizzica eh? Ma non ti farò aspettare tanto...lo sai che non resisto quando il punto di domanda si affaccia sul tuo viso e sei così buffo...,il mio regalo non è costoso...non se pensi al portafoglio...lo è se investi te stesso come stò cercando di chiederti;si tratta di un giorno...,un giorno di pura pazzia,un giorno in cui gli impegni non esistono e possiamo semplicemente salire su un treno qualsiasi! Ti domando di lasciare a casa la valigia dei pensieri...voglio saltare,gridare,fare qualcosa di grandioso,tenerti per mano e scattare un miliardo di fotografie,voglio attaccarle in giro per la città e afr vedere a tutto quanto il mondo che l'amicizia può!!! L'amicizia può non permettere agli impegni,al lavoro e ai cattivi pensieri di rubare l'incanto di una giornata passata insieme a riimparare a conoscerci!
    Perchè mi manchi...anche quando ti siedi al mio fianco sbiadito amico...mi manchi! Non sei lì...vaghi in paesi di altrove...non hai nulla da dirmi,in certi istanti ho la fastidiosa impressione tu tema il mio giudizio!! Orrore!!! Io non ti giudico sai? Non mi importa se inciampi,sarò comunque lì a tenderti la mano,magari mi arrabbierò con te a volte,ma mi passerà! Non hai bisogno di fingere,non devi confondermi le idee solo per deviarmi! Forse non ti conosco più...almeno non quanto ti ho conosciuto una volta...in un tempo non troppo lontano che eppure sembra distante come una meteora,ma allora...insegnami! Insegnami a conoscerti di nuovo! Leva l'apparenza,voglio soltanto l'essere! Fammi questo regalo...un giorno di me e di te come direbbe Baglioni....regaliamoci e gridiamo al sole,ululiamo alla luna in nome di un'amicizia che vorrei finalmente veder crescere insieme agli anni che scivolano via.
    Caro amico,questa lettera non è che un espediente per dirti che ho paura...che vedo il nostro fiore appassire e che non voglio stare ferma a guardare,perchè anche se non lo sai...mi sentirei orfana senza di te! E allora? Scappiamo? Anneghiamo i veli dell'apparenza e facciamo un bagno insieme nel mare del futuro?

    Con affetto....








    Manuela

    Forse manie di persecuzione


    Polemiche di niente....,a cosa serve restare attaccati a ciò che ci porta via il sorriso e la compagnia?! Perchè esser testardi a dismisura e ostinarsi a non capire? A non ascoltare? Come riesci persona imperfetta a chieder la perfezione a chi non resta che una persona come te? Com'è che ti vien tanto difficile semplicemente perdonare? Smettere di scavare alla ricerca di un marcio inutile,che non solo non c'è...ma manda in tilt la tua mente...ti fa perder lucidità,sino a trasformare vesti di bianca buona fede in costumi dell'orrore? Ma perchè tante manie di persecuzione?! Tu,sempre in protezione,tu,amore di un esercito intero...,cosa vai cercando? Vuoi realmente perdere tutto? Io credo di no...ma dimostri l'opposto e non son più capace di capirti! Non credevo sarebbe arrivato il giorno in cui l'avrei detto...ma non ti capisco! Abbassa quella sciabola che ti porti sulle spalle minacciosa...riprendi un po' di leggerezza,sgombra la mente...liberati dalle macchinazioni,dalle ostinate ricerche...dalla maschera che hai legato sul tuo viso! Ti chiedo di farla finita! Ti chiedo un sorriso ed uno specchio...mostrami che sei ancora la stessa persona di tutti i miei album di ricordi!!!

    Manuela

    Paura,pregiudizio e amore.



    Quanto può sembrare piccolo il mondo se guardato sempre dalla stessa finestra? Quello di Clotilde si concentra tutto nella piazzola sotto casa sua,nel via vai di poche persone,conoscenti di solo sguardo.
    Non è sempre stato così,una volta questa donna raggrinzita dagli anni e intristita dagli eventi,aveva una vita vera piena di speranze e apparenti certezze. Ma la vita ci consente davvero di avere delle certezze??
    Era una qualunque mattina di Gennaio,la neve fuori sbiancava il panorama e regalava quei brividi leggeri che fanno desiderare soltanto di nascondersi sotto alle coperte,il profumo dell'arrosto infornato da poco già si faceva sentire per casa e Clotilde aspettava il suo Ettore,compagno di una vita piena di sali e scendi compensati e riparati dal tenersi per mano ancora come il primo giorno. Era impossibile immaginare che un buco nero stesse per ingoiare tutto,era impossibile immaginare di dover scappare dallo suillo di un telefono che non aveva mai fatto del male a nessuno.
    Un dolore lancinante,un urlo agghiacciante,questo ricorda Clotilde di quel giorno,un urlo capace di spaccare il mondo in due,un urlo che in realtà non c'era mai stato,ingoiato brutalmente dalla sensazione di aver perduto tutto ciò per cui valeva la pena esistere,dalla consapevolezza del freddo pungente di una mano rimasta orfana.
    A quante persone può capitare di scivolare,soltanto scivolare e in un secondo annullare la vita? Ettore era caduto,come può succedere in un qualunque giorno di neve,sorrideva ancora prima di sbattere la testa su un marciapiede assassino,pronto a farsi una risata e a rimpiangere una gioventù troppo frettolosa,ma quella risata non arrivò mai,lasciò il posto ad un senso di vuoto...all'eco di una seconda vita che stava per finire,nascosta dall'orrore.
    Il 20 Gennaio 2005 fù l'ultimo giorno in cui Clotilde sorretta da pochi conoscenti posò i piedi tremolanti fuori dalla sua casa di ricordi,si trascinò lungo i passi sordi di un funerale che non doveva esistere,nella continua speranza di vederlo comparire,lui...Ettore,con
    il suo sigaro spento fra le labbra rosse perchè la salute negli anni perde sempre qualche colpo.
    A lei non importava che si trattasse di un fantasma,voleva soltanto vederlo,sapere che non la aveva lasciata,ma quel giorno nessun fantasma le fece il regalo che tanto desiderava.
    Clotilde aspettò Ettore per giorni,chiusa dentro casa,senza mai rispondere al campanello o alle telefonate di amici che via via con il trasformarsi dei giorni,in settimane,mesi,anni,la avevano dimenticata come si fà con un vecchio oggetto in uno scantinato.
    Lei e Ettore non avevano mai potuto avere figli e avevano riempito la vita del loro amore,rendendolo forte come la roccia,lo avevano coltivato rigoglioso e pieno di colori come un capo di primavera,convinti che non ci fosse nulla in grado di scalfirlo.
    Forse per questo motivo era impossibile rassegnarsi,per questo motivo Clotilde girava per le piccole 4 stanze urlando infuriata.
    <<Dove sei finito Ettore?? Dove? Io ti stò aspettando! Com'è possibile che tu non mi senta? Non puoi farmi questo!! Devi sentirmi! Ettoreeeeee!!!!!>>
    Il tempo era lento ed inutile e non c'erano fantasmi o spiriti a portare sollievo al dolore,solo il silenzio più assordante; a Clotilde parve pazzesco sentire i morsi della fame dopo giorni di digiuno: allora il suo corpo aveva ancora bisogno di qualcosa? Si permetteva di avere delle esigenze quando l'anima era stata letteralmente strappata da un tornado disfattista?
    Seguirono giorni di dispetto e rifiuto,giorni in cui quella finestra sembrava un buon compromesso per raggiungere suo marito,ma alla fine,anche se sembra impossibile,la vita,sempre che tale possa ancora chiamarsi,continua.
    Clotilde chiamava la salumeria sotto casa ogni giorno e si faceva portare il necessario per non morire di fame e ogni volta si odiava per questo,per non avere il coraggio di lasciarsi partire per un luogo in cui forse esisteva ancora l'amore per cui era esistita.
    Non voleva uscire,ormai radicata nell'idea che se quel fantasma avesse deciso di farsi vivo,non lo avrebbe fatto altrove,ma avrebbe scelto quella casa,comprata con i sacrifici,il loro nido d'amore. Ecco,lei voleva esserci quando si sarebbe finalmente deciso.
    Restava ore con il naso schiacciato sul vetro freddo di quella finestra tentatrice,in attesa...come quando era in ritardo per il traffico e lei si preoccupava;intanto osservava un piccolo mondo camminare come se nulla fosse mai cambiato.
    Nessuna delle persone che osservava le ispirava fiducia,nessuno di loro si era accorto del buio calato sul mondo? Come poteva il salumiere fischiettare ogni mattina? Perchè non rispettava il suo lutto? E quella ragazzina del 3 piano? Con quei capelli color della pece,le catene appese a pantaloni di dubbio gusto. Se quello era il volto del futuro pensava Clotilde,allora l'Apocalisse era davvero davvero vicina! Per non parlare dei suoi dirimpettai,una di quelle famiglie allargate in cui non si capisce quali sono i figli di chi e quali i genitori. Per quanto al riguardava,auo marito morendo si era portato via anche parte del buono che c'era sulla terra.
    Eppure non sapeva fare a meno di osservarli,era il suo unico passatempo da quando la tv,la luce e tutto il resto erano scomparsi dai suoi giorni a causa di bollette che non era mai uscita a pagare,eppure con i termosifoni spenti lei non sentiva freddo,forse perchè il suo cuore era già ghiacciato!
    Soltato poco più di un metro per osservare il mondo in movimento,eppure quante cose si possono vedere in così poco spazio? Clotilde non riusciva più a staccarsi dalla finestra la sera in cui sotto alla pioggia,illuminate dalla luce opaca e giallastra di un lampione sporco,vide le lacrime di quella ragazzina dark che tanto poco le piaceva. Avrebbe voluto che non le importasse,eppure l'aveva vista crescere da quella finestra e diventare sempre più cupa,sempre più nera e non poteva non domandarsi il perchè di quelle lacrime. Sussultò e si nascose dietro le tende,soltanto quando anche Viola,la ragazzina la notò e la guardò...così da lontano,eppure così da vicino.
    Da quella sera,ogni giorno alle 20 il suo campanello suonava e ogni volta di rimando,lei si tappava le orecchie con le mani e aspettava che finisse. L'aveva vista dallo spioncino: Viola,con i capelli arruffati,le occhiaia nere e l'aria di chi è stanco da morire. In certi istanti il desiderio di aprire la porta si era fatto più forte dell'incomprensione legata a quella visita che la metteva a disagio,ma aveva resistito. Chi era quella giovane ambigua,cosa mai poteva volere da lei? Non era certa di volerlo sapere.
    Eppure,quando una sera il campanello non suonò Clotilde passò la nottata alla finestra,in attesa di vedere quei capelli neri rientrare da un'uscita,non sapeva darsi pace,con stupore prese atto della preoccupazione che nutriva verso la sconosciuta oscura.
    Non era possibile che stesse succedendo a lei,i piedi non smettevano di trascinarla da una finestra all'altra,il cuore era in tumulto...credeva di aver dimenticato certe emozioni,pensava di essere consolidata ormai ad un'unica sensazione fisica e psichica,il dolore.
    Aveva voglia di strapparsi i capelli per l'agitazione,avrebbe voluto scendere due piani di scale e suonare a casa della giovane,assicurarsi soltanto che stesse bene,che fosse viva e al contempo l'idea le sembrava inaccettabile,le rampe di scale apparivano ai suoi pensieri come nemiche che l'avrebbero rapita proprio nell'istante in cui Ettore fosse comparso fra quelle mura.
    Un conflitto interiore pazzesco lascìò il segno su quella mattina nebbiosa e contro ogni aspettativa proseguì con il rumore della porta in casa di Clotilde,le mani le tremavano in modo folle,non era affatto certa di quel che stava facendo,ma quella era l'unica alternativa che aveva trovato a tutte le domande che le martoriavano la testa.
    Aprì la porta respirando a stento,con la testa che girava ancor prima di aver dato un'aocchiata al pianerottolo,diede un colpo secco alla porte per mettere fine alla sofferenza e sentì un gemito di sorpresa: Viola era lì,semi addormentata,proprio davanti all sua porta.
    Nessuna delle due disse una parola,bastò uno sguardo soltanto e Viola sedeva nella cucina verdina di Clotilde,mentre quest'ultima apriva un cartone di succo di frutta da offire; lo bevvero insieme,ma quel giorno nessuna delle due disse una sola parola.
    Nè Clotilde,nè Viola si aspettavano tanto,ma quella sorta di colazione silenziosa divenne un'abitudine quotidiana: prima di andare a scuola la ragazza suonava al campanello e trovava la vecchina con i bicchieri di succo già pronti sul tavolo,passavano una mezz'ora a raccontarsi senza parole e poi ognuna tornava alla sua mezza vita.
    Forse si trattò soltanto di una sciocca coincidenza a cui si vuol dare un significato esagerato,ma c'era il sole la mattina in cui Clotilde per prima diede il via allo scorrere rumoroso delle parole:
    <<Sai,in realtà ho sempre preferito il teh al succo di frutta...se solo funzionasse il gas...>>.
    Basta davvero poco per dar vita ad una conversazione;quel giorno Viola non andò a scuola,oh,erano così tante le cose c'erano da dire,le storie da raccontare...
    Nessuna colazione fù mai più silenziosa,due donne di generazioni tanto diverse si erano donate l'una all'altra con tale imbarazzante sincerità,da aver creato un rapporto che andava oltre qualunque cosa avesse un nome.
    Viola non aveva riso,nè era impallidita di fronte alla cocciuta attesa di un fantasma,no lei lo aspettava tenendo stretta la mano di Clotilde...le restava accanto,le ripeteva che avrebbero trovato il modo di scovarlo insieme. Che sapore dolce quella parole,che carezza gradita su un'anima spezzata.
    E Clotilde ascolto partecipe quando Viola le raccontò di sua madre che era scappata con un uomo dopo aver perso la testa come una ragazzina,abbandonandola con un padre che non si era ripreso,che si lasciava sopravvivere facendola sentire invisibile. Aveva condiviso le pene di una ragazza introversa eppure tanto piena di amore da dare,le sue paure,la sua solitudine...e le aveva dato l'unica cosa utile...un abbraccio sincero e un'amica.
    Viola era sempre puntuale,non cambiava mai l'orario della sua visita,per questo motivo l'anziana trasalì la mattina in cui sentì il campanello con un anticipo di un ora,aprì la porta in fretta con l'ansia già avvinghiata addosso,ma trovò un viso sereno,i capelli schiariti...nessuna ombra di trucco pesante,una Viola nuova. Quella visione fù come un regalo,quanto era bella la sua bambina?
    <<Viola!! Sei bellissima tesoro...questo è...è...un cambiamento eccezionale!>>
    <<Già...scusa l'anticipo,ma ho oggi ho molto da fare...sono in missione!>>
    Voleva fare la misteriosa e Clotilde ci rimase quasi male...,ma si conoscevano tanto bene che non fù difficile per Viola rendersene conto.
    <<Eh va bene Clo...se non posso tenere nemmeno un segreto...allora ti dico solo che vado a cercare il regalo per il tuo compleanno...>>
    <<Il mio...co...compleanno??!!>>
    La giovane aveva uno sguardo che faceva trapelare l'affetto e la tenerezza più sinceri,quella vecchina era diventata come una cara nonna,ma anche una madre e una migliore amica...il tutto concentrato in un metro e cinquanta.
    <<E' fra due giorni no?>>
    Un altro sorriso ed era già fuori dalla porta...pronta per la sua missione.
    Quanti pensieri per Clotilde,non ricordava nemmeno l'ultima volta che aveva ricordato il suo compleanno e ormai da tempo era convinta che nessuno le avrebbe mai più fatto un regalo. Un regalo poi...,quella ragazzina non le aveva forse già donato abbastanza? Aveva portato una ventata di colori nella sua vita monocromatica,le aveva regalato un motivo per non maledire più ogni singola nuova giornata e le aveva restituito un movimento facciale dimenticato,il sorriso.
    Quelli successivi non furono giorni facili,Viola era sempre di corsa e Clotilde,come una bambina emozionata aspettava il suo regalo preda di una curiosità elettrizzante e di una sensazione che non le permetteva di passare più di un quarto d'ora senza commuoversi. Se solo Ettore avesse potuto vederla! Lui le aveva sempre rimproverato di non avare un amica vera,ripeteva sempre che non c'è nulla di più potente di un vero amico. Quanto aveva ragione!
    Aprire gli occhi e sapere di compiere gli anni fù una strana sensazione per Clotilde,sapere che in quel giorno esisteva una persona che voleva festeggiarla la faceva sentire più giovane di almeno 10 anni,la sua amica stava per arrivare...e avrebbero trascorso una bella giornata ad aspettare Ettore e a mangiare la tortina che aveva chiesto al salumiere di recuperarle.
    Invece le ore passavano e di Viola nessuna traccia...,la torta era già scartata,le posatine d'argento accanto ai bicchieri di succo,ma il campanello non suonava mai e il sorriso svaniva ad ogni rintocco dell'orologio.
    Non era facile per Clotilde immaginare di andare a cercare Viola...non voleva un altro doloroso confronto con sè stessa,non il giorno del suo compleanno! Non dopo aver aspettato una festa. Come poteva la sua migliore amica farle una cosa del genere? Le aveva promesso un regalo...una sorpresa...e non si presentava? Il senso di perdita era già accecante,l'anziana si rimbottava dolorosamente per essersi fidata,per essersi legata tanto a qualcuno soltanto per finire a soffrire ancora ancora e ancora. Quanta voglia di vedere quei capelli lunghi,di sentire quella voce delicata e leggermente rauca e quell'odore di sigaretta per cui la sgridava ogni giorno ricevendo in cambio una risatina colpevole.
    Ma...ma...cosa ci faceva Viola sotto la sua finestra? Ma perchè non saliva? Clotilde non poteva crederci...guardava quegli occhi e sapeva cosa le stavano chiedendo...voleva che scendesse in strada da lei!! Era forse impazzita? Eppure il sollievo della scoperta di non esser stata dimenticata era quasi quasi più forte della paura...
    Cosa urlava quella ragazzina meravigliosamente pazza??!!
    <<Cloooo????? Ti fidi di me? Scendi ti prego??>>
    Se avesse potuto osservarsi dal di fuori,forse Clotilde avrebbe rilassato il volto teso dalla preoccupazione e si sarebbe lasciata andare ad un sorriso mentre scendeva le scale come fosse un impresa da Indiana Jones.
    Lacrime,lacrime di felicità più inaspettate che mai: nell'androne principale della palazzina c'erano tutti condomini,dal primo all'ultimo,attorniati ad una torta bellissima,Viola era la prima ad aspettarla...cosa aveva combinato? Clo non capiva più una sola parola...era andata di casa in casa...aveva parlato di lei...i condomini l'avevano tutti adottata...una colletta...le bollette pagate...tante,quasi troppe persone che desideravano aiutarla stringerle la mano,volerle bene e far parte un pochino della sua vita;un padre che ringrazia per la trasformazione di una figlia che troppo a lungo aveva trascurato...amore...soltanto amore...ne era piena l'aria.
    E poi un'ombra leggera...dietro un albero rosso...,Clotilde si avvicina,lo sà,lo sente...Ettore è lì,finalmente era arrivato!
    <<Ettore?>>
    La voce bassa,vellutata come era sempre stata...
    <<Mia cara...finalmente!!>>
    Parlare con un fantasma...incredibile...e meraviglioso!
    <<Finalmente? Tu...io ti ho aspettato tanto a lungo...>>
    <<Anche io ho aspettato... ...>>
    Ecco lo stupore,qualcosa di inaspettato,una vera giornata di sorprese incredibili,Clotilde si domandò se si sarebbe mai ripresa da tutti quegli eventi...la testa ancora non si era fermata per la botta di emozioni precedenti ed ecco che iniziava a girare ancora più di prima.
    <<Tu...vorresti dire che...eri quì?? Da...sempre?Perchè? Perchè non sei venuto da me??>>
    <<Io...cara,non volevo ti lasciassi morire dentro quella casa...volevo tu avessi ancora la possibilità di vivere...così ho aspettato...non sono andato verso la luce perchè volevo darti un motivo per venirmi a cercare...ma tu non arrivavi mai...>>.
    Quanto tempo passato ad aspettarsi per un saluto...
    <<Mio Dio...eri quì...eri con me...sempre!?>>
    <<Clotilde...non importa se andrò verso la luce,io sarò sempre quì con te! Sempre! Solo ti prego...continua a sorridere...vivi...non farmi preoccupare...>>.
    Un bacio lieve...come uno spostamento d'aria...un bagliore e un tempo troppo breve già scaduto,ma non un dolore,piuttosto un emozione brezzata di sollievo.
    Un sussulto ancora,l'ultimo di una giornata indimenticabile...una mano familiare,una carezza commovente...
    <<Clo..tutto bene? Gli altri stanno rientrando,vogliono salutarti...>>
    <<Tutto benissimo tesoro...andiamo a dare la buona notte...e poi ci facciamo un teh?>>
    Un vero amico è sempre qualcosa di prezioso e unico al mondo,capace di tenerti la mano se hai paura,di strapparti ai pregiudizi e regalarti l'amore più indissolubile.


    Manuela


    Tornado di solitudine...

    Vedere
    quando gli altri non osservano,
    sentire,
    mentre nessuno ascolta,
    pregare in silenzio
    di non lasciarsi trascinare,
    di essere forti abbastanza
    da non farsi ingoiare dall'uragano spietato
    di emozioni e timori.
    Avere la certezza di trovare una mano,
    un'ancora di salvezza a cui aggrapparsi,
    cercarla con gli occhi che bruciano,
    tastare l'aria con convinzione
    e scoprire l'inganno...
    nessuna mano.
    Là dove credevo di trovarla
    il vento fischia più forte,
    annebbia il giudizio.
    Là dove dovevo trovarla,
    niente più che un buco di tormento
    e la consapevolezza di una solitudine
    a cui non sono stata preparata.


    Manuela

    Ad un'amica speciale



    Scusami,
    mi era sembrata solo una mano la tua...
    ne passano molte lungo una vita,
    alcune ci accarezzano passando,
    altre ci stringono il cuore per un po'
    e vanno via...
    ci sono quelle che lasciano
    lividi,
    trasparenti ferite,
    avevo paura...
    nel corepo,
    nell'anima...
    già così tanti i segni vuoti
    della solitudine,
    dell'abbandono.
    E non mi sono fermata...
    non ho guardato...
    sono scappata.
    Ma girando l'angolo
    ti ho trovata ancora lì amica mia...
    mi hai seguita
    circonata,
    mi hai insegnato che scappare
    comporta a volte
    perdere per starda
    un opportunità
    un grande tesoro...
    come sei stata tu.
    Quindi perdonami...
    se non mi ero accorta
    che quella mano pallida,
    con le dita magre...lunghe
    come quelle di una pianista....
    sarebbe stata quella che per la vita
    non avrebbe più lasciato la mia.

    Manu

    Natale



    Natale è sempre Natale!!!!  Quest'anno ero un po' preoccupata...non sentivo la solita euforia,la sensazione che l'aria sapesse di zucchero...insomma,non sentivo il Natale!!! Sino all'ultimo giorno tutto ciò che mi passava per la testa era come portare a termine tutti gli impegni e non ho certo rivolto pensieri carini allo stato che ci ha ridotto tutti sul lastrico e obbligati a ritmi lavorativi estenuanti per arrivare alla fine del mese...ad onore di pochi eletti che mangiano sbriciolando sulle nostre spalle!!! Non facevo che ripetere "Che Natale triste...che Natale triste...",ma avevo dimenticato qualcosa...a modo suo Natale sa essere magico...e anche quest'anno ha fatto il suo lavoro in modo egregio,infatti la sera della vgilia,all'improvviso...con l'albero illuminato,l'attesa degli ospiti,il tintinnare delle posate...mi sono sentita emozionata come una bambina...ed eccolo lì lo spirito Natalizio che mi mancava...in fondo il Natale stà nelle piccole cose...come stare vicino a che amiamo e credere ancora,almeno per un giorno...che possiamo essere sempre migliori!!! Ci vorrebbero più o meno 300 giorni di Natale all'anno!!!!!! Un bacio a tutti!!!!
    Manu

    Ultima concessione



    Eh va bene!!!! Il 2008 è stato l'anno bisestile...sarà quel che sarà...ma dal canto mio...l'unica parola che mi viene in mente è sfiga!!!!! Insomma,mi è capitato di tutto,questa mattina compresa...che è meglio non raccontarla sennò mentre sono ancora dolorante,ve la ridete per 15 giorni!!! Vi dico solo che è stata una situazione Fantozziana e mi son pure fatta male porca paletta!!!!!! Così lancio un appello a chi di dovere...per favore basta!!!!! Posso avere un anno di bonus?!? Non ho già dato abbastanza?!? Spero che questa sia l'ultima sfiga dell'anno...ma se proprio devo scontare una pena...allora tempo limite sino al 30!!! Dopo basta eh!!!!! E ci schiaffo quà pure la coccinella...che non si sa mai!!!!!!!!

    Manu

    A volte



    A volte me lo chiedo...
    chissà a cosa ero destinata io...
    avrò sbagliato qualcosa?
    Forse il mio sentiero era fatto
    di stelle e lucciole,
    magari di vento e aranciate foglie autunnali...
    o soltanto di sassi e penombra.
    Ci ho creduto troppo poco?
    Ho forse scordato
    il sorriso di una bimba
    dagli occhi grandi e i capelli neri,
    i sogni che faceva
    lungo notti calde
    di coperte e cuscini
    convinta che l'impossibile
    restasse una inutile parola...
    Chi lo sà,
    magari se ne stà da qualche parte...
    e non si arrende...
    mi chiama con la voce stanca,
    ma non smette di urlare...
    mi sembra di vederla,
    sono convinta sia una tipa tosta
    tenace...
    già,è così che mi immagino quella bambina...
    e se mifermo ad ascoltare,
    se scordo la paura,
    nascondo i dubbi,
    perdo gli occhi nel cielo
    e lascio scendere il silenzio...
    adesso...
    mi sembra di sentirla.


    Manuela

    Niente...





    Niente...
    un giorno di vuoto.
    Niente...
    perchè sola sino al midollo.
    Niente...
    inutile una parola se nessuno la scolta.
    Niente...
    come una goccia d'acqua
    che se la stringi si perde.
    Niente...
    e non ce la faccio...
    Niente...
    e l'aiuto sen'è andato.
    Niente...
    mi perdo in un vuoto
    che forse senza volere
    hai lasciato su questa strada ghiaiata.
    Niente...
    e vorrei andar via
    cercare un raggio di sole.
    Niente...
    perchè rimango incastrata
    ad accettare sberle
    in questo oblio che non comprendo.
    Niente...
    perchè in fondo non parlo.
    Niente...
    daltronde nessuno stà ascoltando.

    Manu

    Ribellione?









    Sembrava un castello incantato,
    una favola ridente...
    una promessa da mantenere,
    ma denti neri
    e mani malvagie
    si burlano di questo mondo
    urlandoci nelle orecchie
    graffiando gli occhi...
    Toccando il punto debole più puro
    lasciandoci annichiliti
    ed avvelenati
    da una società miope
    e superficiale
    che scrive parole vuote
    su fogli di derisione
    e disamore.
    Legge è una parola importante
    che perde i suoi colori
    come una farfalla morente.
    Legge doveva essere un risultato
    di fatiche dolori e pianti,
    doveva essere un mondo migliore
    una rima birbante con giustizia.
    Ma siamo allo sbaraglio,
    spintonati da un angolo all'altro
    senza tutela
    con poco,
    troppo poco amore.
    Ci strappano il cuore
    camminano sui fiori che abbiamo colto
    in quel giardino
    che a discapito di tutto
    cerchiamo di mantenere in vita.
    Ribellione?
    Sì...ribellione...
    pechè importa relativamente
    se mi sanguineranno le mani,
    penso a domani e con immenso amore
    verso chi verrà...
    ho ancora la voglia di immaginare un mondo migliore!

    Manu

    Pagine di vita



    Manca...non c'è
    sperduta nell'idea confusa
    di un esistenza standard.
    Cerco,
    apro l'anima come un libro
    sfioro le pagine,
    leggo parole che mi mordono
    non mi piacciono...
    stringo il lembo di carta
    ma non riesco a strappare,
    voglio soltanto cercare
    trovare
    la forza ed il coraggio
    di infilare le dita
    nella gioia granulosa
    di un amore importante..
    quello per me stessa.

    Manu

    Neve



    Il naso appiccicato alla finestra...
    sembra natale e scende la neve,
    vorrei un camino accesso
    un fuoco nell'anima
    la tua mano grande fra le mie.
    Invece in questa bianca mattina
    non resta che il freddo,
    un triste senso di solitudine,
    un urlo silente
    di chi ha l'impressione di non venir udito.
    L'eco non c'è
    mangiato dal silenzio.
    La speranza cade dal cielo
    e vorrei mangiarla,
    correre fuori ed ingoiarla
    sino a soffocare di unfreddo che possa scaldare.
    Ma non c'è tempo...no...
    la terra ha ingoiato tutto al posto mio
    che nel tremore di queste mani sole
    nell'immensità di una casa vuota...
    continuo a restramene attaccata ad un vetro
    che pian piano si appanna e non mi lascia
    vedere più niente.

    Manu

    Follia amica...

    Amica fredda

    mi cammini a fianco

    zitta e trasparente.

    Non mi tocchi mai

    dall'alto del tuo trono dorato

    scivoli viscida e sussurri...

    ti rendi indispensabile

    mi rendi dipendente...

    le nostre urla,

    le risate bianche ed enormi,

    l'adrenalina e il pazzo coraggio,

    tutto si rende indispensabile.

    E prendo il tuo gelido arto

    con la mia tiepida anima

    diventando amica

    sorella...

    penso a quando non c'eri...

    ai lucidi pensieri

    tormentuosi,

    alla passiva voglia

    di niente...

    mi guardo ora

    in uno specchio che non so

    distorto...

    e vedo i denti bianchi

    l'esaltazione del momento...

    non vedo il particolare...

    perdo la lacrima e ti accolgo

    nella mia casa

    fredda amica strisciante

    dicendoti:

    Ben venuta follia!!

    Manu

    Solo un ricordo...



    Un era finisce

    un piccolo dolore nasce.

    La paura si fà premurosa

    ci copre come una coperta

    ci lusinga pronta al tradimeto.

    Che succederà domani?

    Domani...che mistero.

    Forse perderemo la strada

    aggrappati a un ieri

    che non sembra vissuto abbastanza.

    O magari un ricordo luminoso

    ci accompagnerà

    come amuleto

    per ogni giorno nero.

    Le notti senza scelta...




    Rossetti rossi

    sotto lampioni opachi.

    Sogni perduti

    su millimetri di strade.

    Speranza svanita

    sotto mani troppo ruvide.

    Una scelta... impossibile!

    Troppo caro il suo prezzo.

    Troppo basso il tuo

    che neppure pensavi di averne uno.

    Giudizi si sprecano

    su visi di sconosciuti

    che passano e non sanno.

    Non sanno che la libertà

    si affacciava ogni notte

    fra i tuoi sogni...

    peccato che i giorni ti han fatto scordare

    che colore ha.